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Anche lo scorso sabato 6 febbraio ho partecipato ad una emozionante uscita in Mountain Bike, meta, questa volta, il monte Tregin, considerando che il clima in questo periodo dell'anno è più mite sulle alture liguri. Base di partenza, ancora un volta Sestri Levante (GE).
Al gruppo di pisani composto oltre che dal sottoscritto da Francesco, Giannicola e Roberto G., presenti anche la settimana scorsa, si sono aggiunti Tiziano da Lucca, Marco da Massa Marittima (GR), Paolo e Sauro dalla provincia di Siena. Al parcheggio abbiamo incontrato anche tre amici emiliani che hanno però preferito affrontare l'itinerario del Breccanecca. Raggiungere il Monte Tregin è stato decisamente impegnativo, circa quattro ore di marcia affrontando vari saliscendi su percorsi asfaltati e sterrati, culminati, nell'ultimo tratto, con una emozionante (ed a tratti rischiosa) arrampicata bici in spalla. Lo scenario che ci si è però presentato una volta in vetta è stato qualcosa di davvero eccezionale. La discesa, la cui stragrande maggioranza era da affrontare a velocità ridottissima, è stata di difficoltà particolarmente elevata (anche per un trialista), molto lunga e spettacolare. Terminata l'adrenalinica ed impegnativa pendenza e dopo la meritata pausa nella piazza di un piccolo paesino, purtroppo, quando ormai si trattava solo di raggiungere il parcheggio a Sestri Levante, su un sentiero liscio, piano e senza particolari difficoltà, nessuna considerando quanto affrontato in precedenza, Roberto G. scivolando atterrava di peso sulla spalla destra procurandosi l'uscita di questa dalla sua sede. Condotto con autoambulanza al Pronto Soccorso di Lavagna gli veniva prontamente rimessa in posizione ed assicurata con un tutore da tenere per almeno venti giorni, quindi faceva con noi ritorno a casa. Al "Secco" vanno quindi, da parte mia e dei compagni di avventura, i migliori auguri di pronta e completa guarigione. A presto di nuovo in sella. Seguono le belle foto gentilmente concesse da Tiziano Davini e Giannicola Cortopassi e la simpatica caricatura di Fabrizio Mugnaini.
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